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       Noi e l'Ambiente            by  Ugo Cammalleri

 

LA NATURA , L'UOMO...IL PESCATORE

La Natura è un complesso meccanismo biologico dalle innumerevoli funzioni vitali, che come in un fantastico puzzle, si compongono, si completano e convivono in un equilibrio che ha del miracoloso; in una mirabile fusione dei regni : animale, vegetale e minerale , che ha come unico e straordinario scopo la vita sulla Terra. Dunque una macchina perfetta e meravigliosamente ineguagliabile, anche per il più sofisticato computer che l'uomo potrà mai concepire. Di questo meccanismo biologico (e qui vengono le dolenti note) fa parte anche il cosiddetto Homo Sapiens, ovvero l'uomo, animale dalla presunta intelligenza superiore che è l'ultimo arrivato in questo stupendo contesto di forme di vita. La comparsa dei primi umanoidi risale a  circa un milione di anni fa, mentre le prime forme di vita (piante e animali unicellulari) si ritengono antiche di circa 2500 milioni di anni (era archeozoica). L'uomo sfruttando il suo intelletto, ha cominciato a costruire i primi utensili con le pietre, ha scoperto l'utilità del fuoco, ha conosciuto i primi metalli e li ha sfruttati per i propri fabbisogni, ha imparato a coltivare le piante e ad allevare animali; il tutto in un susseguirsi di civiltà diverse e scoperte sempre più interessanti. Poi in una escalation vorticosa di progresso e nuove invenzioni, è arrivato col passare dei secoli alla famigerata "era moderna" ; con le sue fabbriche, il suo cemento armato, le sue automobili, le sue armi chimiche, i suoi computers; e qui l'uomo è diventato decisamente pericoloso per la Natura.


 E' la bella era di cui siamo protagonisti in prima persona; è l'era dove vige il consumismo più sfrenato, infatti "il sistema" ci ha insegnato che possiamo essere felici solo consumando e possedendo di tutto : dall'elettrodomestico più inutile all'auto più bella di quella del vicino, dal televisore a colori alla pelliccia...e così via in un elenco che sarebbe interminabile. Tutto ciò ci spinge ad una continua e inutile lotta socio-economica per avere di più e per essere sempre un gradino più su degli altri; questo non fa che mettere in luce la nostra aggressività, che sicuramente non trova riscontro in nessun altro essere vivente della terra. Quindi questa era dove regnano esclusivamente tecnologia e potere economico, ci ha portato da una parte alla convinzione di vivere in una società del benessere e dall'altra a un lento ma inesorabile degrado dell'ambiente naturale. Giorno dopo giorno avveleniamo l'atmosfera con gas dalle più svariate provenienze, stiamo massacrando lo strato protettivo di ozono, riversiamo in acqua rifiuti dalla tossicità altissima, il mare (ormai la più grande discarica del mondo) non ne può più e la sua capacità di rigenerazione non riesce più a stare al passo con la nostra capacità inquinante. Il tutto in un quadro generale di incoscienza collettiva e disinformazione che risulta alquanto avvilente e preoccupante. Ma il fatto più inquietante e sconcertante è il disinteresse da parte della maggior parte delle persone; a "chiacchiere" sono molti a parlare di ecologia e salvaguardia dell'ambiente, ma di questi la maggior parte lo fa per demagogia (vedi politici) o semplice moda (quelli che sanno districarsi in tutti i discorsi d'attualità), in realtà pochissimi si sentono realmente partecipi del problema. Nella ristretta cerchia dei "partecipi" possiamo inserirci anche noi pescatori, per il semplice motivo che: vivendo molto del nostro tempo libero a contatto con la Natura ne conosciamo meglio le problematiche. Certo, chi il tempo libero lo passa davanti alla Tv in poltrona, saprà sempre in maniera indiretta e sopratutto "filtrata".


 A quanti di noi sarà capitato di di andare a pesca su un fiume e trovare decine di pesci morti a galla in un'acqua resa tossica da chissà quale sostanza chimica; oppure quante volte abbiamo trovato la riva ornata di schiuma biancastra maleodorante che ci ha fatto passare la voglia di montare le canne; e quante montagne d'immondizia abbiamo trovato sulle rive di quel lago un tempo così pulito e solitario, al mare stessa musica: al posto del "salso iodico" abbiamo respirato un misto tra fogna e raffineria. Questi pochi banali esempi (se ne potrebbero fare a dozzine) debbono far riflettere su un aspetto del problema che troppe volte sfugge: la Natura non ha bisogno di noi , si può tranquillamente auto gestire nel suo perfetto equilibrio biologico  (lo ha fatto per circa 2500 milioni di anni senza di noi e continua a farlo malgrado noi)  mentre l'uomo deve la sua sopravvivenza alla Natura e non può assolutamente farne a meno; quindi la conclusione è lampante : continuando a degradare l'ambiente e ad alterare l'equilibrio biologico naturale, non facciamo altro che distruggere lentamente noi stessi. Il nostro dovere quali primi osservatori dell'ambiente, è quello di rendere partecipi, ognuno nei limiti delle proprie possibilità, anche coloro che si estraneano dal problema, in modo che ci sia una reale presa di coscienza e un reale impegno da parte di tutti per superare questa situazione; in modo che le parole non restino tali , lasciando il tempo che trovano. Ricordiamoci che tutto ciò che faremo sarà per salvaguardare il nostro bellissimo sport, ma sopratutto per proteggere quell'incalcolabile e insostituibile patrimonio che è la NATURA , fonte meravigliosa di vita.

testo e immagini   by   Ugo Cammalleri

 

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